ISOLE SPIRITUALI

Carissimi.

Siamo riuniti per il consueto incontro di esperienze e come “incontro di preghiera a Maria”. E’ un incontro di fede e devozione, attraverso il venire di Maria… il suo venire a costituirci comunità di preghiera e di azione. Il pericolo per noi, in comunità e fuori, è sempre l’individualismo. Anche coloro che hanno deciso di vivere insieme in un patto d’amore restano nella minaccia di riprendere se stessi… ricostituirsi individualisti pur stando insieme… ricostituirsi individualisti nella famiglia… con i figli.

Anche la nostra preghiera comunitaria, come la celebrazione della Messa, o altra preghiera liturgica, può rivelarsi un altro modo di essere individualisti se “non ci si apre agli altri”. Spesso si bada alla propria attività personale, non ci si associa all’opera presenziale del Cristo in azione unificata, come in quella celebrazione. Non sempre si avverte questo rischio di un nuovo individualismo associato al nostro comune andare a Dio. C’è sempre da ricordare che Dio viene a noi con il suo amore personale, unico, ma non sempre da parte nostra questo si realizza… c’è pericolo di diventare anche delle isole nella propria azione spirituale.

Maria Santissima, tenuta in tanto riguardo dopo l’ascensione di Gesù, non si chiuse in se stessa come una reliquia da conservarsi con cura, ma si pose nel vivo della comunità orante. È la grande indicazione che ci viene dalla Chiesa primitiva!… “Erano assidui e concordi nella preghiera, insieme con alcune donne” e segnatamente con Maria Madre di Gesù. Da allora Maria non ha cessato di essere animatrice di una preghiera che si riveli sempre come apertura crescente verso Dio e verso i fratelli. Maria si è cercata degli amici, degli eletti come apertura crescente verso i fratelli.

Da sempre Maria si è cercata degli amici, degli eletti come suoi messaggeri di grazia. Mai li ha posti in una invidia personale come in un rapporto a due da cui prevarica l’un per l’altro soltanto l’orgoglio e l’individualismo. Sempre invece li ha invitati, anzi costretti, a divenire umili animatori di comunità e di un servizio verso gli altri. Al riguardo molti sono stati segnati da un amore particolare per Maria, sia che fossero dei veggenti o no… Sempre si rivelarono ardenti attivisti per un servizio agli altri; che fossero persone importanti o meno, dovevano però comunicare.

C’è da sentirsi animati dalla passione del servizio dell’amore verso gli altri… si deve però restare umili… sentirsi piccoli strumenti… in modo particolare con la preghiera.

La preghiera, inoltre, è un settore che non sappiamo ancora rendere come vera comunione di animi, cioè la gioia di stare insieme. La gioia di stare insieme e comunicarci reciprocamente quello che Dio ha operato in noi… non quello che ci ha concesso… perché quella è solo e soltanto la Sua grazia. Forse sappiamo fare comunità nell’operare, ma non abbastanza nel pregare…un certo individualismo, serpeggiando, pare non sia neppure avvertito come un male.

C’è da accogliere la parola sollecita di Maria che viene a darci la gioia di rendere comunità quello che da sempre Dio realizza in noi. Sia anzitutto l’esercizio del Rosario, in incontri particolari, il gusto di fare blocco nell’amare, amare pregando con Lei e camminare uniti con gli altri nella spiritualità e nell’attività itinerante.